La mulattiera di Oliver e Stella

La mulattiera San Pietro

Gabriella Poli – Sanremo – Si annuncia con una voce incisiva e dolcissima allo stesso tempo. Non lo vedi ancora spuntare dall’angolo della Mulattiera San Pietro ma già ti conquista con quelle parole piene d’amore rivolte a uno dei suoi due “bambini”, quello che percorre con più difficoltà la estenuante scalinata che dall’ospedale Borea porta a via Volta. Sono le 10 del mattino e, come sempre puntuale, un uomo scende al piano con i suoi due cani. Stella più giovane e agile lo precede di poco. Ogni tanto si ferma per aspettare lui e Oliver, un labrador enorme, fulvo, che fa le scale a fatica. “Dai” – lo sprona l’uomo – “dai coccolone che ti faccio tante coccole vero? Coraggio coccolone che qui c’è il papà che ti vuole bene”. È una delle famiglie più belle e amorevoli che abbia mai visto. Vorrei conoscerli ma l’uomo è schivo e appena mi affaccio alla finestra si ritrae e si allontana in silenzio. Non disturbo più il loro rito mattutino. Mi limito ad ascoltare commossa le parole amorevoli che diventano musica. Pochi attimi che narrano una dedizione assoluta, uno scambio d’amore tra chi comunica perfettamente sul pentagramma del cuore. La melodia che li accompagna è potente e la mulattiera, che di notte urla di dolore e siringhe, ogni mattina alle 10 in punto si inonda di luce.

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