Too good to go dell’In- Feliz café di Peschiera del Garda

Contenuto delle due magic box. Le brioche erano sei.

Gabriella Poli – Peschiera del Garda – Grande fermento e grande entusiasmo per una app che da poco ha preso piede, specialmente tra i single che non hanno voglia di cucinare e che sono attenti all’ambiente e ai suoi problemi. Si chiama “too good to go” e, in pratica raggruppa ristoranti, bar, supermercati, insomma punti vendita di alimentari e cibi pronti che a fine turno, colazione, pranzo, cena etc. insacchettano l’invenduto in una “magic box” e la cedono per pochi euro. Ci ho provato ieri. Ne ho ritirate due, una dolce e una salata, a Peschiera del Garda.

Non ho aperto i pacchetti subito perché volevo riservarmi la sorpresa una volta arrivata a casa.

Purtroppo però i miei due fantastici magic box si sono rivelati una colossale presa in giro.

In quello dolce costato 2.99 ci ho trovato 5 brioche e 1 pagnottina ripiena di cioccolato che non erano avanzate il mattino ma forse datate di 3 giorni. Quelle della Lidl in confronto sono uno spettacolo.

In quella salata, pagata 4.99 ancora peggio. Due piccoli contenitori di plastica. Uno dei due riempito a metà conteneva 5 cucchiai di riso bollito con un cucchiaio di zucchine trifolate. L’altro contenitore verdure del minestrone stracotte, forse datate anche quelle, in quantità da riempire giusto un piatto fondo. Ora mi chiedo se sia mai possibile che il gestore di un bar pensi di rilanciare così la sua attività già mortificata dai guai pandemici. Certo questo molto In- Felix café di Peschiera del Garda ha molta strada da fare.

IL CLUB IW DI SANREMO ALLA PRIMA ASSEMBLEA DISTRETTUALE

assemblea
Gabriella Poli – Milano – Comunicazione, formazione, cultura, innovazione digitale e informatica, tutela dell’ambiente, leadership per il cambiamento evolutivo della società: sono queste le parole chiave di un’associazione internazionale al femminile come l’Inner Wheel che si propone di adeguarsi alle nuove sfide tecnologiche. La prima Assemblea Distrettuale del 204 del 3 ottobre a Milano, presieduta dalla Governatrice Giovanna Cinotto, alla presenza della Pres. Naz. Angela Farina e della Rappr. Naz. Cinzia Tomatis, di socie e delegate, in collegamento pomeridiano con la Pres. Internazionale Bina Vyas, si è svolta sul filo conduttore dello slogan 2020 “Lead the change”. I principi sono gli stessi, l’amicizia e la comprensione internazionale, la solidarietà con la promozione degli ideali di servizio individuali, ma affrontati con nuove tecniche adeguate all’evoluzione tecnologica della società contemporanea. L’associazione, che nel 2024 festeggerà il suoi 100 anni dalla nascita del primo club a Manchester ispirato da Margarette Golding, presidente fondatrice, ormai diffusa nei cinque continenti con oltre 100 mila socie, preme dunque la leva del cambiamento tecnologico propedeutica al miglioramento sociale. Approvati i nuovi progetti proposti dal CED distrettuale: “La digitalizzazione del D. 204”, di Maria Sangalli, “Itinerari gastronomici tra cucina, calici, casali e castelli” di Antonella Manoli, “IW & comunicazione 4. 0”, “Premio editoria distretto 204” di Cinzia Marchetti. La Pres. Naz. Farina ha inoltre proposto un service ecologico riservato alla natura con l’adozione da parte dei club degli alberi monumentali presenti sul territorio di pertinenza. Particolare omaggio al neonato club di Sanremo al quale è stata riservata una visibilità importante nelle relazioni della Governatrice e della organizzatrice all’espansione Cristina Poggio, oltre che della Immediate Past Governatrice Barbara Milella.

Milano-Sanremo, “Papà papà ha vinto il belgiano!”

Gabriella Poli – Sanremo – “Papà papà ha vinto il belgiano, l’italiano è quinto, l’hanno detto al bar mentre mangiavo il gelato”. La Milano Sanremo edizione 111 si consuma ai bagni Lido sotto il sole d’agosto. Federico continua “ha vinto il belgiano” e il papà “si dice belga”. “No mi piace di più belgiano”. E belgiano sia. “Domani vengo con te papà andiamo a vedere la Milano Sanremo?”. “L’hanno già fatta oggi. Domani c’è il Gran Premio ma non è a Montecarlo se no ti ci avrei portato”. “Dai papà allora domani vengo con te a vedere la Milano Sanremo così vediamo il belgiano quando arriva primo”. Il tempo è un optional nel dialogo paradossale di Federico, una manciata di anni appena, col suo papà. Continua a leggere “Milano-Sanremo, “Papà papà ha vinto il belgiano!””

La mulattiera di Oliver e Stella

La mulattiera San Pietro

Gabriella Poli – Sanremo – Si annuncia con una voce incisiva e dolcissima allo stesso tempo. Non lo vedi ancora spuntare dall’angolo della Mulattiera San Pietro ma già ti conquista con quelle parole piene d’amore rivolte a uno dei suoi due “bambini”, quello che percorre con più difficoltà la estenuante scalinata che dall’ospedale Borea porta a via Volta. Sono le 10 del mattino e, come sempre puntuale, un uomo scende al piano con i suoi due cani. Stella più giovane e agile lo precede di poco. Ogni tanto si ferma per aspettare lui e Oliver, un labrador enorme, fulvo, che fa le scale a fatica. “Dai” – lo sprona l’uomo – “dai coccolone che ti faccio tante coccole vero? Coraggio coccolone che qui c’è il papà che ti vuole bene”. È una delle famiglie più belle e amorevoli che abbia mai visto. Vorrei conoscerli ma l’uomo è schivo e appena mi affaccio alla finestra si ritrae e si allontana in silenzio. Non disturbo più il loro rito mattutino. Mi limito ad ascoltare commossa le parole amorevoli che diventano musica. Pochi attimi che narrano una dedizione assoluta, uno scambio d’amore tra chi comunica perfettamente sul pentagramma del cuore. La melodia che li accompagna è potente e la mulattiera, che di notte urla di dolore e siringhe, ogni mattina alle 10 in punto si inonda di luce.

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Beach volley e Twiggy ai Bagni Lido

IMG_20200715_103434Gabriella Poli – Sanremo – I ragazzi del Beach volley faticano sotto il sole sulla sabbia rovente, saltano, lanciano, schiacciano. Esprimono la loro potenza e abilità. Sono belli, concentrati, ricercati. Ma anche le atlete hanno da dire la loro in merito. Quando entrano sul campo da gioco stessa potenza, stessa determinazione. Muscoli, resistenza. La mia generation anziché lo sport celebrava il rachitismo di Twiggy Lawson che, negli anni ’60, fu l’antesignana delle top model lanciando la minigonna di Mary Quant. Non ho mai capito perché, forse per giustificare l’estrema magrezza di alcune ragazzine malnutrite del primo dopo guerra.  Poi negli anni ’70 è arrivata la droga in strada. “Rivoluzione sessuale” e “drogarsi è bello” . I primi viaggi in India riportavano amici frastornati che, nel giro di poco, si perdevano in un tunnel senza ritorno. Nella Londra dei miei 20 anni impazzavano punk con capelli viola e verdi e disperati, a Piccadilly circus, con segni di droga all’ultimo stadio: barcollanti, denti marci e cervello perduto. Avevo una minigonna jeans e una camicia di garza indiana, le zeppe e una borsa di paglia enorme e piatta. Usava così anche a Ca’ Foscari a Venezia dove mi perdevo nella filosofia e negli occhi del prof. Cacciari. Si prendeva il sole nei parchi londinesi e si mangiava fish and chips perché, per noi italiani, era l’unico cibo commestibile a poco prezzo. Stavo in un college per perfezionare l’inglese ma in realtà non andavo a lezione e, la notte, ospitavo di nascosto il mio ragazzo di allora che mi aveva raggiunto in auto dall’Italia. La mattina poi, quando arrivava la governante per fare le camere c’era un fuggi fuggi di ragazzi che uscivano dalle stanze delle girls friends. Con il mio boy abbiamo visto la Scozia e i porti dei pescatori con le foche, i castelli diroccati sulle scogliere, le pianure di torba e di whisky, i leprotti che attraversavano la strada, e le telephone cab rosse, necessarie per comunicare all’epoca del no  PC e no cell. Al ritorno la traversata della Manica, il tunnel non c’era ancora, Parigi e i mercatini di Mont Martre con gli artisti maledetti. Tra un lancio e una schiacciata è passata tutta la vita. E le pallavoliste da spiaggia, che devono portare i bimbi a casa per la cena, lasciano il campo ai maschi. Nel baretto si frigge il pesce e si prepara l’happy hour.