Alessandro Zaghini – Rimini – Nello spogliatoio della palestra assieme a un collega albergatore, Lorenzo Bugli dell’Hotel Kennedy di Rimini, e altri due imprenditori, si parlava della mancanza dei russi e della quantità spropositata di denaro che abbiamo perso.

Giusto per dare dei numeri: il turismo riminese con il più grande hub a livello nazionale, ha chiuso il 2022 con una perdita di circa 190 milioni di euro, senza contare l’aeroporto che aveva appena siglato, poco prima dell’inizio del conflitto un accordo con alcune compagnie russe per un totale di 300 mila presenze, anche qui andati in fumo, per non parlare delle perdite del comparto immobiliare.

Interviene Luigi che si occupa di assemblaggio e vendita di macchine per il taglio del legno. Anche lui ha diversi dipendenti in cassintegrazione, sempre a causa dell’embargo russo. Nella stessa situazione si trova l’amico Giacomo, rivenditore di macchinari agricoli.

Parafrasando la terminologia agricola penso che la zappa sui piedi ce la siamo data noi … !


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