Lucio Matania – Il gioco degli scacchi è da sempre considerato estremamente difficile e per poche menti geniali. Ma non è esattamente così.
In effetti le regole del gioco, e per regole intendo tutto ciò che concerne ogni singolo “pezzo” o pedone e i relativi movimenti, o la scacchiera stessa, sono tutti riassumibili in un paio di fogli comprensivi di esempi. Imparate queste nozioni si può già giocare!
Il problema è che, per cominciare a vincere, bisogna applicarsi con impegno, passione e non lasciarsi demoralizzare dalle moltissime partite perse all’inizio.
E dopo migliaia di partite vi accorgerete che ogni volta sarà una partita diversa.
Ciò che affascina negli scacchi è la varietà, la fantasia e le potenzialità che offre. Nemmeno tutti i superprocessori della terra uniti assieme e aiutati dall’intelligenza artificiale potrebbero “risolvere ” il gioco. E non si sa se mai sarà risolto. Cioè il numero di tutte le possibili mosse e schemi è un numero inimmaginabile: 10 ¹²³ ( chiamato numero di Shannon ), quando il numero totale degli atomi dell’universo osservabile è calcolato in 10 ⁸⁰ . Basti pensare che nelle sole prime 5 mosse di entrambi i colori ci possono essere oltre 63 mila miliardi di partite differenti.
Nonostante ciò, negli anni ’70 il campione del mondo di scacchi dell’epoca, il mitico Bobby Fischer, uno dei più grandi geni scacchistici di tutti i tempi, decise che il gioco gli stava “stretto” e si inventò una variante ancora più complicata che consisteva nel disporre a caso i pezzi bianchi della prima traversa e specularmente i neri nell’ottava. Ebbene, questo scherzetto equivale a poter avere ben 960 modi differenti di disporre re, regina, torri, alfieri e cavalli! Ancora oggi si disputano tornei mondiali sia di gioco classico sia di “scacchi 960” detti anche “Fischer random”.

In conclusione però bisogna dire che non sono gli Scacchi ad avere il record del numero infinito di variabili bensì un gioco cinese che si chiama “Go” con 10⁷⁶⁰possibili mosse. Un numero che il cervello umano non riesce nemmeno a concepire.


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