


Nelly Gastaldelli – A “bocce ferme”, Festival di Sanremo concluso, piace ricordare le parole del grande musicista Ezio Bosso, scomparso recentemente. Sosteneva che la musica avesse notevoli ripercussioni sul benessere psicofisico: “Della musica abbiamo bisogno”, “La musica produce benessere, è coadiuvante sociale”, “La musica è terapia per la società, per un mondo migliore”.
In questi giorni si è stati letteralmente bombardati da commenti e notizie inerenti l’evento canoro di spicco. Con largo anticipo le emittenti televisive hanno invitato alla visione. Nei tempi passati si trattava di una manifestazione in cui la musica rimaneva l’elemento principale e proponeva testi significativi. Attualmente si è tramutato nel “palco dell’apparenza” pur conservando il titolo “Festival della canzone Italiana”. Si deve tornare indietro di alcuni anni per trovare musica che rimaneva nella memoria dell’ascoltatore e che veniva canticchiata per molto tempo.
Gli esperti affermano che ascoltare della musica gradita, può giovare ad abbassare la pressione arteriosa e rallentare i battiti cardiaci. Può anche ridurre lo stress. Ascoltare musica che riporta a momenti del passato della vita può recare giovamento. La musica è uno dei grandi rievocatori della memoria, pare che sia anche una terapia. Può provocare emozioni e permettere di esprimere ciò che a volte è inesprimibile a parole. La musica: medicina per l’ anima… ma oggi, forse, si sono persi gli ingredienti.





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