




Antonio Treviglio – Peschiera del Garda – Osservando le foto della recente cerimonia dell’Anps di Peschiera, che la mattina del 31 ottobre, a Parco Catullo, ha deposto una corona di fiori al monumento dei caduti della Polizia (presenti i soci dell’ANPS, il commissario Nino Scarmigliati, il presidente Giuseppe Reccia, una delle aule della Scuola Allievi Agenti di Peschiera assieme al Vice Ispettore Emiliano Renda e la direttrice Silvia Lugoboni), ho pensato a quanto il clima autunnale desse un tocco poetico, con tutte quelle foglie ormai cadute impregnate di acqua piovana, al loro colore cambiato, come se anche la loro presenza lì volesse mostrare riconoscimento a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per ciò che rappresenta l’uniforme.
Un evento molto simile si è tenuto al picchetto, effettuato da me e un’altra collega, la mattina del 26 settembre scorso, dove ho avuto l’onore di deporre un ornamento di fiori allo stesso monumento ai caduti della Polizia di Stato.
La mattinata in questione veniva celebrata in vista del cinquantesimo anniversario degli ex Ufficiali del XII corso dell’Accademia del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, organizzato dal Questore Giuseppe Reccia, nonché membro del medesimo corso, con la presenza di ex compagni di corso, già Funzionari di Polizia, Questori e Prefetti. L’attuale Questore di Verona, dott.ssa Rosaria Amato, veniva accolta dallo staff della Scuola Allievi Agenti di Peschiera guidato dall’ex Direttore Giampaolo Trevisi.
Aver avuto la possibilità di partecipare a questo evento, durante le ore didattiche, grazie alla fiducia dei miei superiori, mi ha reso onorato, dato che durante l’arco della mattinata si sono toccati punti e tematiche significative.
La sensazione particolarmente emozionante è stata al momento del picchetto quando, una volta depositati i fiori ai piedi del monumento, sull’ordinativo degli “Attenti” con lo sguardo fisso nel vuoto ascoltavo i nomi e cognomi dei ex membri del corso deceduti in servizio.
Ho capito l’importanza del ruolo che rivestivo soltanto in quel momento, oltre a pensare quanto bene e dedizione abbiano versato i caduti, immaginavo quanto fosse penoso per i presenti, pregare per i loro compagni con cui avevano trascorso uno dei periodi più solari della loro vita, quello della formazione.
Un momento particolarmente emozionante è stato quando ci siamo spostati all’interno della Scuola per celebrare la cerimonia dell’alzabandiera.
Quando noi Allievi Agenti del 231o corso abbiamo urlato all’ordinativo del nostro capo “POLIZIA”, Il gruppo degli ex corsisti incitati dal loro capocorso, hanno risposto a gran voce “GIAGUARO”.
Ciò che ho appreso dalla mattinata è quanto sia genuino il rapporto tra “futuri” colleghi che si viene a generare tra queste mura.
Sin da quando sono entrato in questa Scuola mi continuano a dire che sto per entrare a far parte di una grande famiglia dalla quale non mi separerò mai, di cui saprò sempre su chi contare, e questi gentili signori me l’hanno fatto capire nel modo più semplice possibile.





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