

Matteo Turra – Anche quest’anno la stagione dell’oliva è passata. E’ stata un annata magra. Le abbondanti precipitazioni di maggio e le elevate temperature di giugno hanno fatto cadere le olive subito dopo la fioritura, quando erano appena visibili. Poi, in pieno agosto, è comparsa la famigerata mosca olearia che non ci ha più abbandonato per il resto della stagione. La produzione di olive ha avuto un calo del 40-50 %. Nonostante ciò i piccoli produttori o appassionati, non si sono persi d’animo. Come tutti gli anni, dopo aver potato gli ulivi appena finito l’inverno, averli irrorati con prodotti rameici, usato vari sistemi ecologici o fitosanitari per la mosca olearia , c’è stato chi ha creato, un intruglio di acqua, scarti di pesce e ammoniaca, molto efficaci per debellare la mosca, in bottiglie di plastica con tappi di color giallo (che attirano gli insetti).
Si è iniziata la raccolta vera e propria delle olive con le reti e gli scuotitori elettrici o ad aria, da qualche anno con largo anticipo, poco dopo gli inizi di ottobre. In cosa consiste: si stendono le reti sotto gli olivi e con gli scuotitori si bacchettano le olive in modo che cadano nelle reti. Le olive raccolte si ammassano poi in cassette apposite dotate di piccoli fori per far passare l’aria.
Come sono cambiati i tempi! Una volta si usavano delle scale, dette scaglioni, per arrampicarsi sopra gli ulivi, e le olive si tiravano giù a mano con le pinze. Erano delle bacchette particolari con le quali si agganciava il ramoscello per svuotarlo dai frutti.
Con i miei 50 ulivi ho raccolto quest’anno solo 140 kg di olive che, con una resa del 13%, hanno dato 18 litri di olio ben lontano dai 9- 10 quintali di olive degli anni buoni . Ma sarà proprio per la scarsa quantità o per far cosa gradita ai miei amici, cui regalo ogni anno un po’ d’olio, ho voluto creare una bottiglietta particolare con etichetta personalizzata. Anche se l’olio (oro verde) era poco fosse almeno impreziosito dalla confezione e donato con il cuore!






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