La mulattiera di Oliver e Stella

La mulattiera San Pietro

Gabriella Poli – Sanremo – Si annuncia con una voce incisiva e dolcissima allo stesso tempo. Non lo vedi ancora spuntare dall’angolo della Mulattiera San Pietro ma già ti conquista con quelle parole piene d’amore rivolte a uno dei suoi due “bambini”, quello che percorre con più difficoltà la estenuante scalinata che dall’ospedale Borea porta a via Volta. Sono le 10 del mattino e, come sempre puntuale, un uomo scende al piano con i suoi due cani. Stella più giovane e agile lo precede di poco. Ogni tanto si ferma per aspettare lui e Oliver, un labrador enorme, fulvo, che fa le scale a fatica. “Dai” – lo sprona l’uomo – “dai coccolone che ti faccio tante coccole vero? Coraggio coccolone che qui c’è il papà che ti vuole bene”. È una delle famiglie più belle e amorevoli che abbia mai visto. Vorrei conoscerli ma l’uomo è schivo e appena mi affaccio alla finestra si ritrae e si allontana in silenzio. Non disturbo più il loro rito mattutino. Mi limito ad ascoltare commossa le parole amorevoli che diventano musica. Pochi attimi che narrano una dedizione assoluta, uno scambio d’amore tra chi comunica perfettamente sul pentagramma del cuore. La melodia che li accompagna è potente e la mulattiera, che di notte urla di dolore e siringhe, ogni mattina alle 10 in punto si inonda di luce.

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Beach volley e Twiggy ai Bagni Lido

IMG_20200715_103434Gabriella Poli – Sanremo – I ragazzi del Beach volley faticano sotto il sole sulla sabbia rovente, saltano, lanciano, schiacciano. Esprimono la loro potenza e abilità. Sono belli, concentrati, ricercati. Ma anche le atlete hanno da dire la loro in merito. Quando entrano sul campo da gioco stessa potenza, stessa determinazione. Muscoli, resistenza. La mia generation anziché lo sport celebrava il rachitismo di Twiggy Lawson che, negli anni ’60, fu l’antesignana delle top model lanciando la minigonna di Mary Quant. Non ho mai capito perché, forse per giustificare l’estrema magrezza di alcune ragazzine malnutrite del primo dopo guerra.  Poi negli anni ’70 è arrivata la droga in strada. “Rivoluzione sessuale” e “drogarsi è bello” . I primi viaggi in India riportavano amici frastornati che, nel giro di poco, si perdevano in un tunnel senza ritorno. Nella Londra dei miei 20 anni impazzavano punk con capelli viola e verdi e disperati, a Piccadilly circus, con segni di droga all’ultimo stadio: barcollanti, denti marci e cervello perduto. Avevo una minigonna jeans e una camicia di garza indiana, le zeppe e una borsa di paglia enorme e piatta. Usava così anche a Ca’ Foscari a Venezia dove mi perdevo nella filosofia e negli occhi del prof. Cacciari. Si prendeva il sole nei parchi londinesi e si mangiava fish and chips perché, per noi italiani, era l’unico cibo commestibile a poco prezzo. Stavo in un college per perfezionare l’inglese ma in realtà non andavo a lezione e, la notte, ospitavo di nascosto il mio ragazzo di allora che mi aveva raggiunto in auto dall’Italia. La mattina poi, quando arrivava la governante per fare le camere c’era un fuggi fuggi di ragazzi che uscivano dalle stanze delle girls friends. Con il mio boy abbiamo visto la Scozia e i porti dei pescatori con le foche, i castelli diroccati sulle scogliere, le pianure di torba e di whisky, i leprotti che attraversavano la strada, e le telephone cab rosse, necessarie per comunicare all’epoca del no  PC e no cell. Al ritorno la traversata della Manica, il tunnel non c’era ancora, Parigi e i mercatini di Mont Martre con gli artisti maledetti. Tra un lancio e una schiacciata è passata tutta la vita. E le pallavoliste da spiaggia, che devono portare i bimbi a casa per la cena, lasciano il campo ai maschi. Nel baretto si frigge il pesce e si prepara l’happy hour.

Il bambino col papillon. Italo Calvino vive ancora a Villa Meridiana

Gabriella Poli – Sanremo – Sorride felice, lo sguardo sincero e limpido. Avrà 12 anni è snello e indossa una camicia bianca, pullover arancio e un bel papillon blu, capelli corti castani con scriminatura laterale e una frangetta ribelle. Il resto rimane indefinito nel verde pallido dello sfondo. Il vecchio orologio da parete trovato in un mobiletto segna le due. Notte calda di un inizio giugno tropicale, non si dorme. Continua a leggere “Il bambino col papillon. Italo Calvino vive ancora a Villa Meridiana”

A Sanremo la festa della città e “Soleà”, il festival della cultura mediterranea, dal 6 all’8 settembre, con reading nel segno di Calvino e Camilleri

Gabriella Poli – Sanremo – Non solo musica e sport, ma anche il Festival della Cultura Mediterranea riempiranno la due giorni della Festa della Città dei Fiori il primo week-end di settembre. Le location saranno il centro e il lungomare. In occasione della Festa della Città si svolgerà “Soleá”. La terza edizione avrà come suggestiva cornice il Forte di Santa Tecla. Si tratterà di una serie di reading, spettacoli a tema letterario e percorsi narrativi in linea con il titolo della rassegna, organizzata da Nidodiragno CMC Produzioni: “Il mare in un bicchiere”. Da Calvino al sentito omaggio al maestro Camilleri recentemente scomparso. In cartellone personaggi importanti: Donatella Finocchiaro, Andrea Gattico, Elisabetta Mazzullo, Davide Lorino, Giorgio Gallione, Rosanna Naddeo, Gabriele Vacis, Christian Burruano e Roberto Tarasco. Continua a leggere “A Sanremo la festa della città e “Soleà”, il festival della cultura mediterranea, dal 6 all’8 settembre, con reading nel segno di Calvino e Camilleri”