La Fondazione Campostrini organizza un incontro sul tema della mitologia dell’amore, lunedì 6 maggio 2024 alle ore 17.30. INGRESSO GRATUITO

Romeo ama veramente Giulietta, e viceversa? A questa domanda Denis de Rougemont, fortunato autore di L’Amore e l’Occidente (1939), risponde decisamente di no. Romeo e Giulietta sono innamorati di un’idea, non di una persona, e a questa idea si è dato in Occidente il nome di passione. Come prima di loro Tristano e Isotta, e dopo di loro una schiera interminabile di appassionati amanti da romanzo, Romeo e Giulietta vogliono prima di tutto ardere di desiderio, e per far sì che questo loro desiderio continui ad ardere è necessario che il loro amore sia sempre ostacolato: altrimenti esso si consumerebbe.
Lolita rappresenta forse una delle ultime versioni di questo grande mito occidentale, proprio perché è presente uno dei pochi ostacoli ancora socialmente riconosciuti. Ma nell’era della caduta dei tabù sociali e dell’autodeterminazione del desiderio, come può ancora sopravvivere la passione? E cosa può prendere il suo posto?
Ne parliamo lunedì 6 maggio 2024 con Danilo Breschi (Università degli studi internazionali di Roma) e Silvio Morigi (Università degli Studi di Milano – Statale)
La Fondazione Centro Studi Campostrini, di ispirazione laica e finalità esclusivamente culturali, opera per promuovere, sviluppare e sostenere la riflessione sulle forme e i modelli culturali attraverso i quali l’individuo agisce nel contesto sociale.
La Fondazione Centro Studi Campostrini persegue questo obiettivo sviluppando, coordinando e promuovendo iniziative culturali (ricerche, convegni, eventi culturali, editoria, ecc.) dirette ad incoraggiare la formazione di questo spirito critico e riflessivo, nella convinzione di offrire agli individui la capacità di intervenire attivamente e positivamente nella vita della propria comunità. La Fondazione, inoltre, conserva, arricchisce e valorizza il proprio patrimonio storico e lo diffonde aprendo la propria biblioteca, e i numerosi servizi ad essa connessi, a ricercatori, studenti e al pubblico in generale.
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