Luciano Pighi – Verona – Tutto ebbe inizio su quei gradini. D’estate spesso mi capitava di trovarmi, di sera, lì seduto a scambiare confidenze con alcune mie vicine. A quel tempo i sacchetti delle immondizie venivano depositati in un bidone accanto al cancello che giornalmente era svuotato da quelli che oggi si devono giustamente chiamare “operatori ecologici” ma che allora, per tutti, erano semplicemente gli spazzini.

Non di rado qualche sacchetto, non si sa come né perché non finiva dentro ma nei “pressi”. Questo era motivo di grande indignazione e noi tutti ci chiedevamo chi mai fosse il trasgressore! Spesso per goderci il fresco della sera restavamo fino a tardi. Fui colto di sorpresa quando, forse complice il silenziso buio serale, indusse due delle mie vicine a confidarmi che per pigrizia i sacchetti, nottetempo, li buttavano loro dalla finestra! Si proprio loro. Quelle che più mostravano indignazione! Era la mezzanotte di una gelida e nebbiosa sera d’inverno. Il sacchetto delle immondizie contenente i resti del pranzo a base di pesce emanava cattivo odore, ma di scendere per portarlo nel bidone proprio non me la sentivo. Lo facevano loro? Ebbene lo avrei fatto anch’io. Uscii sulla terrazza con un grande batticuore come se stessi per compiere un grave reato. Mi accertai che nessuno mi potesse vedere. Dondolando avanti e indietro il sacchetto cercavo di prendere la mira perché andasse il più vicino possibile al bidone. Finalmente trovai il coraggio e lo lanciai. Seguivo la traiettoria con grande apprensione. Quasi disperato mi accorsi che la sua direzione andava verso la lancia del cancello. Chiusi gli occhi sperando in un miracolo! Che non fosse avvenuto me ne accorsi quando li riaprii e vidi il sacchetto infilato con grande precisione dove mai avrebbe dovuto essere. Sperai correndo giù per le scale di riuscire a toglierlo prima che qualcuno se ne accorgesse. Furono momenti drammatici quando dalla finestra di un pianerottolo vidi il sacchetto che si stava rompendo. Con il cuore in gola accelerai invano la corsa. Arrivai in tempo per vivermi il dramma della definitiva apertura del sacchetto. Al rumore dei barattoli e di una bottiglia di vetro caduti a terra seguì quello del sollevarsi delle tapparelle … . Questo avvenimento causò un duro colpo alla mia reputazione, anche perché le mie vicine si guardarono bene dal chiarire che tutti gli altri non li avevo buttati io …😔


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