


Nelly Gastaldelli – I ricordi della scuola aiutano a comprendere, ora, alcune dinamiche che riguardano l’apprendimento. Il prof. Giovanni, docente di Lingua anglosassone di un Istituto superiore con indirizzo linguistico, per rendere più facile le sue lezioni di inglese, proponeva anche l’ ascolto di musica e la lettura dei relativi testi. Brani che negli anni ’60 andavano tanto di moda e, in particolare, quelli dei Beatles, gruppo nato a Liverpool nel 1960 e considerato un fenomeno di comunicazione di massa di proporzioni internazionali, che ha segnato un’epoca nella musica, nel costume, nella moda.
Il professore asseriva che la melodia e la musica aiutano nell’apprendimento delle lingue, migliorando la pronuncia e l’intonazione.
Durante le lezioni di lingua inglese, si accettava molto volentieri la proposta dell’insegnante: si cantava tutte in coro con il sottofondo musicale e le ore di lezione del professore erano piacevoli e, alla fine del ciclo scolastico, la materia in cui tutte si era preparate era proprio la lingua inglese.
Col passare degli anni e le esperienze vissute la musica appare una “colla sociale”, che annulla le distinzioni culturali e unisce le persone attraverso un codice condiviso di suoni, ritmi e melodie oltre che un elemento utile per l’ apprendimento in modo piacevole.
Wael Almawla, scrittore, giornalista afferma: “Quando la politica fallisce, parla la musica. In un mondo lacerato dalle guerre, diviso dalle ideologie e appesantito dalla memoria del colonialismo e dei conflitti, la musica emerge come linguaggio universale che non ha bisogno di traduzione. È il legame umano più profondo, capace di superare le barriere linguistiche e i confini geografici, unendo le persone attraverso emozioni comuni: gioia, dolore, nostalgia e speranza...”.
In tempi in cui sorgono avversioni, rancori e divisioni fra i popoli, la musica resta uno degli ultimi spazi liberi in cui l’umanità può ascoltarsi senza giudicare.
Quando un musicista suona un brano musicale in una piazza pubblica o su una spiaggia con una tromba, un violino, una chitarra, un armonio, nessuno chiede quale sia la religione del musicista, la sua etnia o il suo orientamento politico… .
Le persone si avvicinano all’ascolto perché una melodia sincera non ha bisogno di alcuna identità, è semplicemente manifestazione di natura umana autentica.
Quindi la musica è da considerare come linguaggio universale.




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