Gabriella Poli – Salò – Le prime due file destinate agli amministratori locali e regionali sono rimaste inesorabilmente vuote. Il Convegno di Salò del 28 marzo alla Antica Cascina San Zago di Salò, organizzato dalla “Federazione delle Associazioni del fiume Chiese e del lago d’Idro”, presieduta da Gianluca Bodriga, intitolato “Alla ricerca della dignità ora perduta del lago di Garda” è stato disertato: dai sindaci del Garda, dai Consiglieri comunali del Garda, dai Consorzi degli albergatori del Garda, dalla presidente della Comunità del Garda, dalla direttrice dell’Autorità di Bacino Garda Idro, dal Prefetto di Brescia, tutti invitati a partecipare, tutti assenti.

Sala convegno con Gianluca Bodriga

L’unica a metterci presenza e parole il consigliere regionale Paola Pollini (5 stelle) che ha confermato l’immobilismo della politica sul tema della sofferenza eco ambientale del lago di Garda.

L’emergenza prospettata, non da oggi, da Bodriga, è quella di fermare la decisione “scellerata” di un depuratore bresciano che rilasci i reflui nel Chiese e quindi nel lago d’Idro. “Non è una decisione sostenuta da ragioni tecniche ma solo una volontà politica”.

Il “paziente” lago, assalito da fognature inadeguate, depurazione inadeguata, cementificazione esasperata, turismo insostenibile, opere pubbliche come ciclovia e passeggiate costiere deturpanti per l’ecosistema, è in sofferenza da tempo.

“In un solo secolo sono stati distrutti milioni di anni di un ecosistema perfetto. E il lago zitto zitto, soffre” – ha concluso così il suo intervento sulle emergenze dell’ambiente lacustre, Carlo Saletta, mantovano, preoccupato anche per i laghi della sua città che mostrano ormai segnali di morte. Saletta ha proposto due alternative: A- iniziare a lavorare sul depuratore di Peschiera per adeguarlo alla necessità di accogliere più reflui e spostare lo scarico del Mincio a monte della diga di Salionze; B – Costruire un unico nuovo impianto destra Mincio e convogliare i reflui nel canale irriguo Virgilio.

Ma si è parlato anche di responsabilità personale con Enrico Corradi che ha raccomandato, tra l’altro, di non buttare nei WC qualsiasi cosa, lamette, carta non riciclabile, tessuti, cotone e quant’altro perché tutto viene poi convogliato insieme ai reflui negli impianti di depurazione e condotte sublacuali, che si guastano e gli interventi, pagati da tutti noi, sono davvero costosi.

Un esempio di buon governo delle acque lo ha portato l’architetto Silvio Motta con la politica che vede tre nazioni affacciarsi sul lago di Costanza. Austria, Svizzera e Germania hanno adottato una risoluzione che vede un’autorità scientifica prendere le decisioni di gestione e rinaturazione del lago, delle sue acque e delle sue sponde, con la salvaguardia, per esempio, dei canneti che svolgono una depurazione naturale. Il lago di Costanza, grazie a interventi non guidati dagli interessi economico politici, è ora una riserva naturale che gode di un turismo soft, ecologico, lento e responsabile.

Il convegno ha visto anche interventi di Giuseppe Franco, che ha auspicato una politica che risolva questioni utili per la collettività come un buon padre di famiglia, con un minor costo e un maggior vantaggio; Marina Bonometti, del coordinamento interregionale per la tutela del Garda, che è intervenuta sulla ciclovia del Garda, un progetto che sta devastando le coste lacustri, proponendo dei gruppi di lavoro che si muovano per la depurazione, per la valorizzazione a vantaggio della natura e dei diritti del lago.

Mauro Mazza ha infine proposto una manifestazione di cittadini contrari alla riqualificazione del lungolago di Desenzano, un’opera che vede il cemento protagonista in un ecosistema morente.

Non ci si stupisce più se i pesci autoctoni, come le aole, il persico, il gatto etc., non esistano più perché sono state distrutte le aree di ripopolamento naturale nelle quali deponevano le uova.

Inoltre si è denunciato a favore dei pesca sportivi, che di sportivo non hanno nulla, se non la distruzione dell’equilibrio naturale, una introduzione di avanotti non identificati tra i quali quelli di pesce siluro che, come noto, è un predatore instancabile e vorace.

Le Associazioni presenti hanno espresso il loro impegno per salvare i protagonisti dell’ambiente naturale, il Garda, il Chiese, l’Idro, così bistrattati dalla politica e dall’economia che ha preso il sopravvento su tutto a discapito degli esseri viventi, uomini, animali, mondo vegetale che li abitano.


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