Gabriella Poli – Peschiera del Garda – Il titolo è l’iconica trasposizione di una dimensione nuova per l’artista Patrizio Vanessi, in arte Vanessi. La decisione di cambiare le regole espositive delle opere d’arte è un atto di disobbedienza contro il sistema telecomandato dai mercanti d’arte, che artisti non sono, ma semplici speculatori, finanzieri d’assalto che, come dice Vanessi “costruiscono e gestiscono a loro piacimento la fortuna o la disgrazia degli artisti, artigiani di corte”.






Ecco perché l’artista di Pozzolengo ha deciso di esporre alcune tele nel negozio di arredi più longevo e famoso di Peschiera del Garda: “Cafarelli Domus in”.
Inaugurata il 4 aprile, la mostra termina il 4 luglio 2026.
Così è possibile ammirare nello show room, solitamente dedicato all’arredamento da terra anche quello da parete. “Più di 30 opere esposte che si mimetizzano tra un salotto, una camera da letto ed un tinello, creando un tutt’uno”. Le tele sono in parte recenti, realizzate dal 2021 ad oggi, ed in parte recuperate dall’archivio degli anni ‘70, quando l’artista aveva lo studio a Peschiera.
Ci sono grandi tele brillanti, dedicate alle galassie, in una dimensione del presente, che vede la terra minuscola e blu, e del futuro quando, nell’ipotetico anno 32.021, la terra sarà un piccolo punto rosso nello spazio infinito.
E ancora i “pianeti neri”, “l’equilibrio instabile” e la “Pasqua della guerra”, temi da grande attualità. Una cometa dalla grande coda rossa sembra portare novità su una terra pervasa da malvagità e speculazione, falsità e sopraffazione.
Piccoli “graffiti del XXX° secolo” realizzati in grafite e catramina, e opere che “riproducono la forza del segno e del colore in elementi danzanti che raccontano la gioia della vita”.
Ci sono poi opere degli anni ‘70 con “figure , amanti e la forza stravolgente di quella dedicata all’attentato di Brescia di piazza della Loggia”.
Con il concetto di “Art incursion”, Vanessi continua la disobbedienza socio culturale, la protesta, rompe le regole del sistema che vuole l’artista ingabbiato nel mercato gestito da avventurieri.
Da sempre fuori dagli schemi ha fatto gesti eclatanti, come il flash mob alla Biennale di Venezia del 2024, dedicata agli stranieri con lo slogan “stranieri ovunque”, l’Italia era rappresentata da un padiglione con un unico artista, Massimo Bartolini e una installazione sonora e ambientale) con il quale Vanessi protestava contro l’assenza degli artisti italiani e contro il mercato dell’arte.
“Mi sono introdotto alla Biennale – racconta agli intervenuti all’inaugurazione della mostra – con alcune opere nascoste dietro la schiena, mia e di alcuni collaboratori, e poi ho estratto il cartello che recitava “L’oro azzoppa l’arte”. I mercanti applaudivano ma non capivano che protestavo proprio contro di loro”.
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– https://arsartismagazine.com/2025/11/30/arte-vanessi-invita-a-palazzo-piavoli/




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