

Nelly Gastaldelli – Augusto, negli anni ’60 era il lattaio di Borgo Venezia. A Verona, in un angolo tra via Antonio Badile e via Vittor Pisani, quando il borgo non era che un piccolo quartiere, nato per ospitare gli operai delle officine ferroviarie e della Tiberghien, vi erano piccole botteghe: osterie, il panettiere, il macellaio, il carrozziere, la trattoria, il cinema all’aperto, il fruttivendolo, la merciaia ma, in testa a tutti, per importanza e come simbolo di una comunità genuina, c’era la bottega del signor Augusto, persona solare, aperta, conosciuto da tutti per la rivendita di latte fresco con la consegna a domicilio.
Era il primo, ogni mattina, ad alzare la serranda del suo negozio. All’ alba arrivava il motocarro del latte nelle bottiglie da litro, bottiglie panciute e trasparenti.
L’autista trasportatore, spesso anche lui assonnato e di poche parole, non scendeva nemmeno dal motocarro, era il lattaio che provvedeva a trasferire il carico alla bottega, poi, riempiva un cesto con 12 bottiglie, che posava sul portapacchi della sua bicicletta, e partiva per la consegna del latte alle famiglie .
La latteria, mentre Augusto consegnava il latte, rimaneva aperta. Se qualcuno ne voleva si serviva e lasciava il denaro sul banco.
Il lattaio, portava il buongiorno alle famiglie, notizie e fatti accaduti, sapeva tutto di tutti e riportava tutto a tutti.
Con il tempo Augusto pensò di incrementare la sua attività che si svolgeva solo nelle ore del mattino. Il latte a mezzogiorno era finito e, per lavorare anche nelle ore pomeridiane, ebbe l’ idea di utilizzare un carrettino per vendere gelati .
Il carrettino dei gelati è stata la prima forma di commercio e la sua comparsa in Italia, risale alla fine del 1800. Ai tempi il carrettino veniva spinto a mano ed era fatto di legno, al cui interno vi era una camera di metallo stagnato, riempita con ghiaccio e salamoia, in cui erano immersi i contenitori di gelato, solo due gusti: crema e cioccolato.
Augusto, più modernizzato, si procurò un carretto con bicicletta a pedali con cui visitava le famiglie nei pomeriggi e nelle afose serate estive, annunciava il suo arrivo con una trombetta dal suono stridulo e fastidioso e gridava: “Gelati, gelati freschi, correte … correte i gelati finiscono!“.
Rimane il ricordo e un po’ di nostalgia per i mestieri e le attività dei bei tempi passati, per le piccole cose che accadevano nel borgo e per le figure storiche locali come il lattaio, “il signor Augusto” , personaggio che rappresentava il concetto di servizio essenziale e di relazione umana.
Ora le piccole botteghe sono scomparse, soppiantate dalla grande distribuzione organizzata e dai supermercati, fenomeno che ha trasformato le città italiane ed i piccoli borghi, riducendo le interazioni sociali che si svolgevano nei negozi.





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