Nelly Gastaldelli – Considerato che sono negli “anta” da alcuni anni, ho deciso di partecipare a qualche iniziativa idonea a tenermi mentalmente in attività.




Ho frequentato un corso di “Allena mente” tenuto da due fantastiche neuropsicologhe, Sara e Michela in cui è stato consigliato di scrivere un diario per un miglior mantenimento delle funzioni mnemoniche, dedicare almeno 30 minuti al giorno per scrivere emozioni, stati d’animo, sentimenti, dolore, rabbia, soddisfazioni e delusioni.
L’ attività dello scrivere, affermano le psicologhe, tiene in allenamento il cervello e nel contempo, dà leggerezza a problematiche quotidiane trasformando situazioni di stress in momenti di sollievo, inoltre, tenere un diario quotidiano viene considerata una terapia denominata: Scrittura terapeutica.
È stato accertato che questa terapia apporta benessere ed aumenta la consapevolezza di se stessi, stimola la creatività e migliora le comunicazioni relazionali e interpersonali.
Dopo tali affermazioni mi è sorto il desiderio di riempire un foglio bianco con inchiostro nero raccontando qualche accadimento, considerazioni e ricordi di tempi passati.
Sono venuta a conoscenza di un corso di scrittura tenuto nel paese in cui risiedo nell’ambito di attività culturali. Mi informo e procedo con iscrizione al corso nominato “Nero su bianco” tenuto dalla giornalista Gabriella Poli.
Già dall’ inizio della frequenza apprendo quanto la scrittura possa dare soddisfazione, sento che mi libera dalle preoccupazioni quotidiane, aumenta il mio vocabolario e inoltre riprendo a scrivere in corsivo, l’ultima volta che ho scritto in corsivo forse ero alle scuole elementari, più di mezzo secolo fa.
Scopro che la scrittura in corsivo mi rende felice, e trovo che sia un’ ottima e utile ginnastica mentale.
La nuova tecnologia, con dispositivi computerizzati ha soppiantato la scrittura manuale e di conseguenza il corsivo è diventato uno sconosciuto alle nuove generazioni.
Un noto psicoterapeuta afferma che: “Scrivere in corsivo vuol dire tradurre il pensiero in parole, scrivere in stampatello vuol dire selezionarlo in lettere, spezzarlo e negare il tempo e il respiro di una frase. La scrittura in corsivo così come lega le lettere lega i pensieri”.
Voltaire affermò: “La scrittura è il dipinto della voce.
Quando la voce diventa scrittura si fa poesia”.
Il mio percorso con Nero su Bianco prosegue, non diventerò una scrittrice ma la terapia mi soddisfa molto ed ho appreso che cambiare prospettiva significa modificare attivamente il punto di vista su una situazione per trasformare sfide in opportunità.




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