Elena Furini – Leeds Castle – Decidiamo in anticipo per un tour di qualche giorno nel Kent inglese. Diretti a Dover, sostiamo per una visita, consigliata da nostro figlio Simone, al castello di Leeds. Subito ci accoglie un vasto prato adibito a parcheggio, dove trionfa un maestoso ippocastano, luogo ideale per il picnic prima della visita. E poi, dopo l’immancabile book-office all’ingresso fornitissimo di gadgets, ai nostri occhi si apre un percorso fiabesco fra querce, ruscelli, anatre, giardini fioriti fino a intravedere, oltre la cascata, il lago dove si erge quello che chiamano il “castello delle regine”.



Tralasciamo gli altri 500 acri di verde ed entriamo nella ridente dimora che fu fondata nel 1119. La prima di queste illustri signore che lo abitarono, Eleonora di Castiglia, nacque nella città spagnola a noi ben conosciuta di Burgos e laggiù sposò, ad appena 13 anni, quello che divenne re Edoardo I, a metà del 1200, nella chiesa dell’abbazia femminile cistercense di Las Huelgas. Aiuta l’immaginazione pensare ad un evento avvenuto secoli prima in un luogo che si è visto, rammentando la commistione tra lo stile romanico, gotico e mudéjar che distingue il monastero spagnolo. E proprio questo stile Eleonora importa nella sua nuova dimora inglese, caratterizzandola con usanze come mangiare con la forchetta, arredi, arazzi ed elementi esotici come nella cosiddetta “Gloriette”, un delizioso giardino interno con una fontana che ricorda quella dell’Alhambra andalusa. La regina partecipò attivamente all’attività politica ed imprenditoriale del marito nonostante i suoi 14 o forse 16 figli e fu al suo fianco nella IX crociata in Terra Santa. Quando morì, nel 1290, re Edoardo I d’Inghilterra fece erigere una croce in pietra per ogni luogo dove sostò il feretro dell’amata regina, da Harby (140 km a Nord di Londra) fino all’abbazia di Westminster. Una delle tre croci sopravvissute si trova oggi al Victoria & Albert Museum, per cui sarà necessario tornare per l’ennesima volta in quel magnifico museo! Mi ha colpito il fatto che il suo corpo imbalsamato è stato sepolto in tre luoghi diversi; il cuore presso la chiesa dei Blackfriars vicino a quello del figlio, le viscere nella chiesa di Westminster, entrambi a Londra, mentre il corpo nella cattedrale di Lincoln, nelle Midland East (sotto la Scozia).











In seguito altre regine, questa volta francesi e boeme, abitarono il castello. Fu nuovamente il turno di altre due spagnole: Giovanna di Navarra e in seguito Caterina d’Aragona prima moglie di Enrico VIII il quale nel 1519 ristrutturò il castello per farne una lussuosa residenza per la moglie. I simboli che appaiono ripetuti nel fregio di uno dei tanti camini sono quelli del melograno di Caterina e la rosa Tudor di Enrico. Sappiamo poi che Enrico VIII, nella ricerca di un erede maschio, cercò l’annullamento del matrimonio e questo innescò la sua ribellione al papa, il quale non voleva concedere tale revoca, e tutte le conseguenze del caso fino alla scissione con la Chiesa di Roma. Dopo il matrimonio di Enrico VIII con Anna Bolena, Caterina, che era una donna coltissima ed amica di esìmi umanisti come Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro, fu confinata qui ed in altri castelli, bandita dalla corte ma pur sempre salva. Invece fu la povera Anna Bolena (sappiamo la brutta fine che fece) che gli diede in prole quella Elisabetta I che avviò l’epoca nella quale visse il grande Bardo inglese William Shakespeare, ma questa è davvero un’altra storia.



Ritornando al castello di Leeds, l’ultima grande donna che lo acquisì fu l’anglo-americana Lady Olive Baillie che qui visse con il marito e le sue due figlie; le giovani e la madre sono ritratte insieme in una delle sale affacciate sul lago. L’ereditiera fece ristrutturare il castello negli anni venti del novecento e arredare la biblioteca, il boudoir e la sua stanza da letto, il grandissimo bagno marmoreo, la stanza armadio che espone una favolosa collezione di abiti e scarpe, salotti e salottini, camere per gli ospiti, sale e saloni da ballo con i colori tipici del gusto inglese: il verde salvia, l’azzurro, il giallo, con anche mobilio cinese, paraventi e ricami dorati, facendone una dimora di lusso e di sollazzo. Suppongo che questa donna accogliente, che ospitò più volte anche la regina Elisabetta e la regina madre, volesse poter abbandonare la mondanità nel bel mezzo di una festa, dato che si era fatta costruire una scala a chiocciola dietro ad un muro con una porta ben mimetizzata per sgattaiolare furtiva nei suoi appartamenti privati. Amante del cinema, alloggiò diversi artisti ed attori, fra i quali Charlie Chaplin ed Errol Flyn. Una sala espositiva è dedicata alla numerosissima servitù, più di 40 persone, con tutta la rigida gerarchia, il galateo e le specifiche mansioni che competevano loro così come alla società del tempo, proprio come è ben rappresentato nella serie televisiva “Downton Abbey” ambientata più o meno nello stesso periodo. Anche questo luogo venne trasformato in ospedale durante la Seconda Guerra Mondiale. Lady Baillie dopo la sua morte, avvenuta nel 1974, lasciò il castello e tutto il suo meraviglioso contesto ad una fondazione in suo nome.
Elena Furini – 30/04/26 – Leeds Castle




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