Gabriella Poli – Le lacrime scendono silenziose nella RSA. Ma c’è qualcuno che, vedendole, si avvicina, ti stringe le mani e ti dice “tranquilla, va tutto bene”. Non è un infermiere o un operatore socio sanitario, ma un ospite ormai fisso di questo albergo, ospedale, centro anziani…, lontano da casa, perché le patologie legate alla vecchiaia non permettono di stare con i propri cari.

Si chiama Silvano e, di solito, cammina senza meta tra i corridoi lamentandosi per i dolori articolari. Ma oggi, quando ha visto la mia commozione, ha interrotto il suo lamentio per soccorrere me, desolata spettatrice di questo desolante mondo. Un mondo senza nessuna alternativa. Oggi Silvano ha lenito il mio dolore con la comprensione e, per un attimo, ha dimenticato il suo.


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2 risposte a “Incontri in RSA – Silvano, mani e parole che consolano”

  1. Avatar boldlyshadowy42658e5b37
    boldlyshadowy42658e5b37

    Nulla come l’empatia e la compassione aiutano, bravo al sig. Silvano, chissà che possa presto essere confortato anche lui.

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    1. ciao Boldly grazie per l’attenzione. Molte persone anziane, debilitate dalla demenza senile, nei momenti di lucidità avrebbero molte storie da raccontare. Chissà che non riesca, previa autorizzazione dei parenti e della RSA, a raccoglierle in un libro. E’ un progetto al quale penso da tempo ma che, per le difficoltà burocratiche, non riesco ancora a realizzare.

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