
Gabriella Poli – Le lacrime scendono silenziose nella RSA. Ma c’è qualcuno che, vedendole, si avvicina, ti stringe le mani e ti dice “tranquilla, va tutto bene”. Non è un infermiere o un operatore socio sanitario, ma un’ospite ormai fisso di questo albergo, ospedale, centro anziani…, lontano da casa, perché le patologie legate alla vecchiaia non permettono di stare con i propri cari.
Si chiama Silvano e, di solito, cammina senza meta tra i corridoi lamentandosi per i dolori articolari. Ma oggi, quando ha visto la mia commozione, ha interrotto il suo lamentio per soccorrere me, desolata spettatrice di questo desolante mondo. Un mondo senza nessuna alternativa. Oggi Silvano ha lenito il mio dolore con la comprensione e, per un attimo, ha dimenticato il suo.




Lascia un commento