

Claudia Viani – Verona – Il 18 giugno scorso, nella splendida cornice di Piazza dei Signori, il Caffè Dante ha ospitato un appuntamento straordinario all’insegna della cultura, dell’enogastronomia e dell’empowerment femminile. L’evento, ideato e organizzato dall’Associazione Nazionale Donne del Vino – la più grande associazione femminile del settore al mondo, che conta oltre 1200
associate tra produttrici, sommelier, comunicatrici e giornaliste – ha proposto un format originale e profondo: tre produttrici, tre vite, tre cicchetti gourmet e un viaggio
nella storia.
Ad accogliere gli ospiti è stata la delegata della regione Veneto Corinna Gianesini, sommelier, esperta di marketing e Donna del Vino, che ha introdotto lo spirito della serata: “Al di là dei mercati, dei consumi e degli algoritmi, il vino nasce per stare insieme attorno a una tavola. Stasera, attraverso il racconto delle produttrici,
vogliamo capire i loro valori, la loro visione e il loro vissuto, trasformando il vino in un racconto olistico.”
Ospite d’onore della serata è stata Claudia Farina, giornalista, scrittrice e presidente di FIDAPA Verona Centro. Con il suo talk “Donne di Fede e Scienza nel Medioevo”, Farina ha guidato il pubblico in un affascinante parallelo tra le sfide delle donne moderne e la fermezza di alcune straordinarie figure del passato, definite autentiche “magistre” di cultura e determinazione.
La prima è Ildegarda di Bingen, badessa mistica, scienziata e musicologa del XII secolo. Nei suoi scritti, il vino assume una valenza persino terapeutica, un vero e proprio ponte tra corpo e spirito. Una donna talmente carismatica da aver inventato una lingua segreta e da aver osato sfidare
persino l’imperatore Federico Barbarossa.
A seguire Trotula de Ruggiero, magistra dell’XI secolo presso la celebre Scuola Medica Salernitana (dove le donne potevano studiare, insegnare e praticare come “medichesse”).
Autrice di testi fondamentali di ostetricia e ginecologia, Trotula usava il vino per estrarre i principi
attivi delle erbe e fu rivoluzionaria nell’affermare che l’infertilità di coppia non era sempre
responsabilità della donna.
Il cuore della serata ha visto alternarsi al microfono tre professioniste che hanno rappresentato diverse sfaccettature della viticoltura e del management aziendale al femminile: Mariella Gini dell’Azienda Agricola Montecariano, Sara Albertini di Tenuta Santa Maria
di Gaetano Bertani e Stefania Vittoni di Italian Wine Brands (IWB).
Proprio Stefania Vittoni ha aperto le danze presentando il Prosecco DOC “Voga”, un brand di IWB (colosso vinicolo quotato in Borsa dal 2015) nato originariamente per il mercato americano e oggi diffuso globalmente. Un vero e proprio Lifestyle Wine che unisce l’eccellenza spumantistica italiana al fashion design, grazie a una bottiglia iconica e contemporanea capace di reinterpretare i codici dell’aperitivo moderno. Il viaggio sensoriale è iniziato con il servizio del primo vino della serata,
raccontato da Stefania Vittoni di Italian Wine Brands (IWB), colosso vinicolo privato quotato in Borsa dal 2015 con una forte vocazione internazionale. Vittoni ha presentato il Prosecco DOC “Voga”, un brand nato nel 2006 per il mercato americano e oggi diffuso in tutto il mondo. Un vero e proprio Lifestyle Wine che unisce l’eccellenza vinicola italiana al design e alla moda, grazie a una bottiglia iconica e contemporanea capace di intercettare le moderne tendenze dell’aperitivo globale.
Il vino è stato magistralmente abbinato a un cicchetto gourmet studiato per esaltarne la freschezza: un polpo piastrato (cotto tradizionalmente e poi passato sulla piastra) accompagnato da patate lessate con alloro e aceto – croccanti fuori e morbide dentro – e rifinito con olive taggiasche e il loro olio.
La serata è stata anche un importante momento di riflessione sulla disparità di genere e sul valore della solidarietà femminile nel mondo del lavoro.
Come emerso durante il dibattito, il cammino verso la parità è ancora lungo, ma i passi avanti sono evidenti: se fino a quindici anni fa le donne rappresentavano appena il 20% dei partecipanti ai corsi sommelier di terzo livello, oggi la presenza femminile è in netta e costante crescita.
Attualmente, le donne alla guida di aziende agricole e vitivinicole in Italia rappresentano circa il 28% del totale.
L’obiettivo dell’Associazione Donne del Vino non è una battaglia sessista, bensì la rivendicazione della propria professionalità, competenza e capacità di fare rete, abbattendo definitivamente anche i vecchi stereotipi culturali legati al consumo di vino al femminile.
Una serata di grande successo che ha dimostrato, ancora una volta, come il vino possa essere il veicolo perfetto per raccontare storie di coraggio, territorio e cultura.





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