Nelly Gastaldelli – La signora Celestina, dopo molti anni di lavoro, finalmente è in pensione e intende trovare il tempo per il silenzio e la riflessione, per comprendere cosa la rende davvero felice.
Alcune situazioni impediscono però che il desiderio di Celestina si realizzi:  il persistente vociare del vicinato, spesso a tono alto, scatena, nella signora, una reazione di ansia,  di fastidio,  di rabbia a tal punto che, talvolta, è costretta a chiudere porte e finestre anche in piena estate.

Nelle vicinanze dell’abitazione della neo pensionata, vive da molto tempo Evaristo, persona dall’ aspetto distinto e raffinato ma con il difetto che quando parla non guarda mai l’interlocutore ed inoltre si sceglie degli amici che non sono proprio simili a lui.

Da qualche tempo il signor Evaristo ospita un conoscente, di nome Serafino: un ex lavoratore agricolo della  pianura modenese-mantovana, forse single o vedovo o divorziato, tozzo, di bassa statura, sempre in movimento, mai tranquillo e soprattutto mai zitto.
D’estate indossa solo pantaloncini e a petto nudo,  perché patito dell’abbronzatura, si aggira per il giardino e anche sulla strada davanti all’abitazione, in attesa che passi qualche persona  per “attaccare bottone”.

La sua parlata è un mix di dialetti emiliano-mantovano-veneto.
Per farsi notare, saluta tutti anche gli sconosciuti con un sonoro: CIAOO! 
È un po’ un artista senza né arte né parte.
Il signor Serafino, in precedenza abitava in campagna, isolato e a contatto solo con gli animali da cortile, ora, trasferitosi in centro semi  urbano,  vuole  dialogare con tutti e s’interessa degli affari degli altri, è rumoroso, fastidioso, invadente, pettegolo, ficcanaso, impiccione, campione nell’ intromettersi nelle questioni altrui e la cosa più fastidiosa è che parla a voce molto alta.
È dotato di un’eccessiva estroversione unita a una scarsa percezione dei confini e del rispetto delle persone, parla incessantemente, spesso dominando qualsiasi conversazione, non rispetta  la riservatezza e fa domande inopportune talvolta anche imbarazzanti che vanno a toccare la sfera personale.

Un aneddoto particolare: è stato visto chiacchierare con  l’addetto alla consegna della posta e nel contempo sbirciare nella borsa del portalettere.
In  quell’ occasione  ha dimostrato la massima mancanza di rispetto.

Celestina, come antidoto per neutralizzare la situazione, pensa che sia il caso di ricorrere ad alcune strategie:  quando  incontra Serafino, evita i lunghi discorsi o addirittura si esprime a monosillabi per non dare motivo di conversazione, talvolta finge di non vederlo e lo ignora  ma  è spesso impossibile evitarlo e non sentirlo, il suo tono di voce sovrasta ogni altro rumore.
A Celestina non rimane che rinchiudersi in casa, accendere la radio, mettersi le cuffie  o munirsi di tappi per le orecchie e decidere se definirsi affetta da misofonia o insofferente.

“La misofonia  è caratterizzata da una reazione negativa e intollerante a uno o più suoni, indipendentemente dal fatto che siano forti o deboli o dalle caratteristiche acustiche del suono stesso. Il tipo di suono che scatena la reazione è specifico di ogni individuo e può scatenare (apparentemente)  reazioni di rabbia, ansia o addirittura panico”.


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