
Lucio Matania – (Le prime due puntate sono state pubblicate il 3 e il 5 settembre)
Il Pubblico Ministero Graziella Nedi, minuta, coi capelli rossi di tintura e grandi occhiali con lenti spesse, come al solito, stava adottando il suo sistema “della sedimentazione “, una versione più sadica della ” graticola”.
Consisteva nell’accogliere nel suo studio i convenuti e farli sedere davanti alla enorme scrivania. Lei sprofondava nella poltrona quasi scomparendo alla vista e, nel silenzio più assoluto, si metteva a leggere i rapporti. Questo supplizio poteva durare parecchi minuti. Si favoleggiava che il record era stato di 45 minuti, unico impercettibile rumore lo sfogliare, e ogni tanto un sibilio tacitorio appena l’ospite esasperato accennava a dire qualcosa.
Anche stavolta il poveraccio che stava subendo la sedimentazione era il commissario Aldo Menichetti, sessantenne, grasso, pelato coi baffi, che tutti chiamavano ironicamente “Maigret”.
Al contrario dell’originale, aveva fama di non essere un grande investigatore. Però, era benvoluto, simpatico e alla mano, dava ampi spazi di manovra ai suoi validi sottoposti e spesso raggiungeva i risultati sperati.
Dopo almeno dieci minuti “la rossa infernale” (così veniva chiamata ) finalmente decise di parlare. E questo non era meglio, anzi, la tortura continuava. Aveva una voce stridula insopportabile e trattava malissimo tutti, quando parlava non la smetteva mai e sembrava dare importanza solo alle relazioni scritte e non a chi aveva davanti.
– “Quindi, ricapitolando, dal rapporto dell’anatomopatologo il signor Alexander è morto in seguito a un pestaggio selvaggio, circa un paio di ore prima dell’arrivo della nipotina e del successivo pronto intervento della pattuglia. Giusto?” – E senza attendere una risposta: “gli specialisti non hanno rinvenuto impronte o tracce di DNA sospetti, giusto?” – “Dalle dichiarazioni della ragazza, raccolte dal suo pupillo Bertoli, risulta che parecchi pezzi preziosissimi e rari siano stati rovinati o frantumati, ma non risultano set mancanti, quindi l’assassino non ha rubato niente, solo il suo cellulare non è stato trovato. Giusto?” – ” Inoltre, la signorina Liuba ha fatto il nome di un certo Anatoli Drasič, maestro di scacchi serbo, che proprio il giorno prima dell’omicidio non si è presentato all’ultimo turno di un importantissimo torneo, una partita determinante per la vittoria. Notizia confermata dal presidente del circolo. Però la ragazza, che partecipava al torneo, non lo reputa un sospettato perché, secondo la stessa, “uno scacchista professionista non può distruggere degli scacchi così preziosi”.
“E lei che fa? Davanti a simili indizi in suo possesso da due giorni non mi ha ancora chiesto di emettere un mandato? Che facciamo? Nominiamo la signorina a capo del commissariato e andiamo tutti a casa? Giusto?” – “Allora, si degna di rispondere?”
Finalmente il povero “Maigret “capì’ che era il suo turno.
– “Dottoressa Nedi, il maestro di scacchi Drasic è stato trovato morto un’ora fa, massacrato come il sig. Alexander. A prima vista morto da circa una settimana”.
E, davanti alla rossa infernale, impietrita sulla sua poltrona, Maigret si alzò e, prima di aprire la porta, si girò e, con un sorriso beffardo disse: “vado a stendere il rapporto. Incaricherò l’ispettore Bertoli di farglielo arrivare sulla sua scrivania quanto prima. Buongiorno”.
continua…






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