Gabriella Poli – Si propone il Nobel per la comunicazione creativa al giornalista russo Vladimir Solovyiov. Ci ha fatto sorridere, anzi di più, ridere a crepapelle, con il suo soliloquio sulla “donuccia cativa”.

In questi giorni si moltiplica, sui media televisivi, la riproduzione del suo intervento in proposito. Persino i conduttori e gli ospiti delle trasmissioni, ultima e non ultima “Accordi e disaccordi”, di ieri sera sulla 9, faticavano a non sorridere ascoltando il suo soliloquio.

L’interessata destinataria dell’ilare intervento di Solovyiov è, forse, stata male consigliata dal suo ufficio comunicazione. La diffusione dello sfogo del giornalista russo le si è ritorto contro.

Ormai è incontenibile la risata liberatoria, ogni qual volta si riascolta. Anzi, molti hanno scaricato sul telefonino e sul pc l’atto inconsueto di Solovyiov per riascoltarlo, ogni qualvolta si sentono un po’ depressi. Come fosse un mantra tanti, anziché imprecare “Putt… Eva”, cambiano ora il nome con la “bionda donuccia”. Proprio un bell’autogol. E “senza bisogno di discutere” come conclude il giornalista russo… .


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