Elena Furini – Canterbury – Città di origini romane, il cui nome originario suona come “Città degli uomini del Kent” è la capitale di questa regione o meglio “contea” e deve la sua antica fortuna al fatto di essere nella traiettoria che univa Londra a Dover, affacciata quest’ultima al Canale della Manica e alla Francia. Tutta la pittoresca città antica è patrimonio dell’UNESCO e la sua cattedrale ha il significato emblematico di essere il luogo dal quale partì l’evangelizzazione della Gran Bretagna. Per questo è il punto di riferimento spirituale dell’isola.

Il monaco Agostino fu inviato qui nel 597 da papa Gregorio Magno ed accolto dall’allora re Adalberto e dalla regina Bertha di origine franca: essi appaiono statuari ai due lati del grande portale d’accesso alla gigantesca cattedrale gotica. Agostino da buon cristiano aveva evidentemente degli ottimi argomenti, tant’è che riuscì a convertire i reali che prima erano pagani, diventando il primo vescovo della città e di tutta l’Inghilterra.

Poi vi furono le invasioni danesi e vichinghe fino a che la chiesa venne riedificata, in epoca normanna. Avvenne qui nel 1170 l’assassinio dell’allora vescovo Tommaso Becket per opera di sicari mandati dal re Enrico II, per la ragione di limitare l’ingerenza del potere spirituale su quello temporale, un antico problema molto sentito in quell’epoca anche in terra italica. Il luogo dell’assassinio oggi è ben identificato con delle luci rosse, a ricordo del sangue versato che operava miracoli e guarigioni e per questo la chiesa diventò importante luogo di pellegrinaggio. L’evento è stato drammatizzato dallo scrittore modernista Thomas Stearn Eliot nel suo Assassinio nella cattedrale, mentre il viaggio di un gruppo di pellegrini è descritto nei Racconti di Canterbury scritti nel XIV secolo da Geoffry Chaucher.

Bando alla letteratura, nel 1174 la cattedrale fu semidistrutta da un incendio e ricostruita in stile gotico, primo edificio sacro in Inghilterra dove si esprime questo stile. Come ci si aspetta, la chiesa è vertiginosamente alta, gigantesca essendo lunga 168 metri e, tipicamente inglese questo a differenza delle chiese italiane, con un coro grandissimo oltre l’altare, ad evidenziarne l’impianto a doppia croce latina. Dietro l’abside vi sono le uniche vetrate del XII e XIII secolo rimaste dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, sebbene restaurate. Esse raffigurano scene bibliche e la vita di Thomas Becket. La cripta, la zona più sacra e antica della cattedrale è vastissima e suddivisa in diverse aree, con cartelli che invitano al silenzio e molte sedie per accogliere i pellegrini nell’area di meditazione.

Un grande affresco sbiadito risalente al 1480 raffigura la vita di Sant’Eustachio, il generale romano che ebbe in visione la luminosa croce di Cristo tra le corna del cervo che stava cacciando. Come ci è stata trasmessa la storia da Iacopo da Varagine nella Leggenda Aurea, la sua conversione e quella della sua famiglia e la perseveranza nella fede nonostante le avversità che li rese infine martiri al tempo di Adriano, ne fanno un santo ausiliatore e protettore delle malattie ed epidemie.

Nel 1501, quando avvenne il primo matrimonio della già nominata Caterina d’Aragona con Arturo Tudor fu eseguito il grande portale esterno d’accesso all’intero complesso monastico in celebrazione dell’unione delle case reali e dell’alleanza tra Spagna e Inghilterra contro la Francia. Per questo motivo sono presenti gli stemmi di entrambe le casate a coronare la statua bronzea del Cristo accogliente, opera moderna del 1990 (chissà com’era quella originaria?). In ogni caso, per dovere di cronaca, si riporta che Caterina rimase vedova solo l’anno dopo, pertanto si risposò poi con Enrico VIII, fratello di Arturo, ed il resto della storia la conosciamo. Con l’abolizione degli Ordini religiosi e del culto dei Santi nella religione anglicana operato dal famigerato Enrico VIII nell’Atto di Supremazia del 1534, il re divenne il capo della Chiesa Anglicana mentre l’Arcivescovo di Canterbury, carica oggi ricoperta da una donna, Sarah Mullally, ne è il capo spirituale.

L’ operazione attuata dal re, chiamata “di dissoluzione”, gli consentì di venire in possesso di tutti i beni materiali che prima appartenevano alla Chiesa di Roma creando anche scompensi e disagi sociali, con moltissimi monaci e monache che si trovarono vagabondi e privi di sostentamento. In effetti la cattedrale del Kent venne risparmiata dalla distruzione a differenza delle oltre ottocento chiese e abbazie cristiane in tutta la Gran Bretagna, le quali oggi appaiono come romantiche rovine. Dallo scisma la cattedrale di Canterbury e tutta la città iniziò il suo lento declino ma è nei tempi odierni che si registra un calo vertiginoso di fedeli anglicani, soprattutto dovuto alle divisioni interne ed alla gestione tollerante degli scandali dovuti agli abusi, un problema che a quanto pare appartiene a diverse confessioni religiose.


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