Gabriella Poli – Peschiera del Garda – Le fortificazioni di Peschiera del Garda attraverso l’obiettivo di Moritz Eduard Lotze: è il titolo della mostra aperta fino al 21 giugno al Forte Papa della città arilicense. Una sequenza di copie degli scatti del famoso fotografo che immortalò lo stato delle fortificazioni asburgiche nel 1866.

La mostra è curata dal “Centro di documentazione storica della fortezza di Peschiera” (presieduto da Franco Prospero, segretario, Ivano Zanandrea) che ha sede al Forte Ardietti, ora sotto la gestione del vicino comune di Ponti sul Mincio.

Gli scatti sono commoventi perché riprendono anche i soldati, alcuni dei quali hanno lasciato traccia del loro passaggio sui muri originali del Forte, dove prestavano servizio, incidendo nelle pietre il loro nome. Testimoni di epoca di guerra come quella attuale. Perché la guerra sembra essere lo strumento preferito da chi acquisisce sempre più potere economico, pagando il prezzo con le vite dei sottoposti.

Il metodo è sempre lo stesso. Si creano delle categorie di cittadini, attraverso il genere, il mestiere, i gusti, il territorio, la geografia etc., li si mettono in competizione e si scatenano i delinquenti, i disonesti, che iniziano a compiere violenze e attentati in modo da allertare i popoli e renderli pronti a combattere altri popoli.

L’argomento delle guerre rievocato da queste foto è estremamente complesso e comunque coordinato a tavolino da chi, rinchiuso in bunker protetti, ordina scempi e brutalità e incassa, potere e denaro “pro domo sua”. Solo “sua”.

Purtroppo la storia non insegna nulla perché si ripete continuamente. Bene fanno questi comitati culturali come quello del “Centro di documentazione storica della fortezza di Peschiera” ad esporla in visione.

Ma si dubita che cittadini e turisti riescano a prenderne atto, forse più impegnati a spendere i loro ultimi soldi, acquisiti attraverso mutui da banche guerrafondaie e truffaldine, in feste e vacanze. Chissà se al loro ritorno troveranno la casa ipotecata, con il lavoro precario sparito, minato dalla parvenza di un reddito minimo per tutti di cui si sta già parlando anche se, per ora, sottovoce. La tattica diventa strategia quando pian piano si insinua il tarlo che si possa “fare a meno di faticare tanto lo Stato ci mantiene lo stesso”.

E’ con questo ragionamento che si diventa schiavi e burattini sotto le corde di esperti giocolieri!

Urge far nascere e progredire il pensiero intelligente e non quello pigro che delega a personaggi inquietanti e violenti, in questo caso guerrafondai con scopi poco nobili, la regola delle proprie vite


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