
Elena Miglioli – “Sono le poesie a scegliere noi, non il contrario”. Ha detto bene una lettrice il 20 giugno, alla biblioteca comunale di Cremona, in occasione del festival nazionale dedicato proprio ai lettori di poesia e promosso da Macabor Editore.
Le poesie scelgono chi le scrive e chi le legge, arrivando al momento giusto, magari dopo un lungo viaggio, a consegnare il messaggio di cui c’è bisogno. Capita addirittura che un libro cada da uno scaffale per essere aperto alla pagina destinata a chi lo raccoglie. Con una parola, un verso, un’immagine, un suono che hanno il potere di soccorrere.
È stato emozionante scoprire ancora una volta – partecipando all’evento in qualità di poetessa ospite – come una mia parola o verso possano trovare casa nel mondo interiore altrui. In poesia siamo tutti fratelli e sorelle, sotto lo stesso tetto. Che è il cielo.
Così il musicista Paolo Pueroni, vincitore della tappa cremonese della rassegna, ha voluto mettere in musica una delle liriche tratte dal mio libro ‘Gli alberi lo sanno’ (PeQuod edizioni, 2024), commentando al pianoforte qualcosa in cui si è ritrovato, che lo ha colpito nel profondo.
“In questo momento della mia vita, mi trovo a un bivio – ha confessato – devo decidere quale strada imboccare”. Ed ecco la poesia musicata, a fare da specchio alla sua situazione:
Si aspetta la pioggia si aspetta
così un amore che non passa
è sfuggito all’appuntamento
Alle finestre sventolano veli
scende sulle bocche assonnate
anche l’ultima sillaba sospesa
fra andare e restare solo un soffio.
Cremona è la mia città d’origine, quella che ancora oggi mi accoglie nei frequenti andirivieni da Mantova, dove lavoro e vivo durante la settimana. Un legame affettivo che ha giocato a favore di certi momenti di commozione.
I lettori avevano il compito di presentarsi, leggere una o più poesie scelte, raccontare le loro emozioni. Al secondo posto si è classificato il poeta Vincenzo Montuori. Al terzo posto Enrica Trovato, che al microfono ha accennato a un’abitazione in rovina crollata accanto alla sua, spettatori solo lei e la vegetazione lì intorno. Sincronicità junghiana legata a un’altra delle liriche tratte dalla silloge ‘Gli alberi lo sanno’, selezionata quel giorno per le letture.
Il mio paese
ha porti di pensieri
passanti di speranze
piazze di desideri
piante rampicanti
porte malferme
ponti pericolanti
Nella sfera capovolta
vorticano cristalli
un pianoforte a coda
un letto in ferro battuto:
il mio paese si accasa
talvolta in fondo alla sera
si apre sui fianchi dei tulipani
e in braccio al suo mistero canta
I giurati hanno compiuto un lavoro attento, competente e scrupoloso. “Oggi protagonista è la poesia – ha dichiarato l’appassionato presidente della giuria Claudio Ardigò – che sa aprirci il cuore, dobbiamo lasciare a lei la parola. Abbiamo voluto premiare la musica, la musicalità dei versi, l’ispirazione musicale che ne deriva”.
La direttrice della biblioteca Raffaella Barbierato, impeccabile per l’ospitalità, ha ringraziato tutti: “L’evento ha avuto successo e riscontro positivo, la formula è stata molto apprezzata e si spera di poter replicare in una futura edizione”. A introdurre la mattina un dialogo intenso fra me e la poetessa Enza Longo, che ha curato la regia dell’evento.
“Ormai è accertato – precisa Bonifacio Vincenzi, direttore della casa editrice Macabor, poeta e ideatore della rassegna – in Italia ci sono più persone che scrivono poesie di quelle che la leggono. Questo presuppone, probabilmente, che alcuni di quelli che la scrivono non hanno mai letto un libro di poesia in vita loro. E la cosa, di per sé, è davvero paradossale. Come è paradossale che ogni anno si organizzino migliaia di premi di poesia premiando, il più delle volte, pessimi poeti senza mai pensare minimamente ai lettori”.
Da qui l’idea di Macabor e della rivista di poesia ‘Il sarto di Ulm’, che hanno deciso di sostenere e premiare il ‘lettore puro di poesia’, ormai in estinzione, organizzando ogni anno, in alcune biblioteche italiane, il festival ‘La biblioteca di Calliope’.
Le tappe sono state otto e, oltre a Cremona, hanno coinvolto le province di Frosinone, Cosenza, Padova, Isernia, Roma, Taranto. Tutti i vincitori delle tappe saranno ospiti per due giorni dell’ente che organizzerà la finalissima, inclusi vitto e alloggio: appuntamento in Calabria, a Civita (Cosenza), il 12 settembre.
Lo scrittore argentino Jorge Luis Borges ha sempre immaginato il Paradiso come una sorta di biblioteca. Nel suo racconto ‘La Biblioteca di Babele’ ha scritto: “Forse mi inganneranno la vecchiaia e la paura, ma sospetto che la specie umana – l’unica – stia per estinguersi e che la Biblioteca sia destinata a permanere: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta”.





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