Redazione – Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa di Patrizio Vanessi riguardante la visita proposta sabato 31 ottobre nel suo studio.

“Il 31 ottobre 2026, lo studio-abitazione di Vanessi, in Via Garibaldi 49 a Pozzolengo, riapre per la seconda volta le proprie porte al pubblico per una giornata speciale dedicata all’arte, alla ricerca e all’incontro diretto con il luogo in cui le opere prendono forma. A quasi un anno dal primo appuntamento, amici, collezionisti, galleristi, appassionati e curiosi sono invitati a vivere un’esperienza unica: entrare nello spazio privato dell’artista, attraversarne gli ambienti e scoprire da vicino il percorso creativo di Vanessi. Non una semplice esposizione, ma un’occasione unica per osservare le opere nel contesto in cui nascono e confrontarsi con una ricerca in continua evoluzione. La visita si sviluppa tra la galleria al primo piano e l’appartamento-studio dell’artista, dove saranno presentate circa 40 opere. Il percorso attraversa diversi momenti della produzione più recente e mette in relazione segno, materia, colore e rappresentazione, offrendo ai presenti la possibilità di seguire le trasformazioni di un linguaggio artistico profondamente legato alle inquietudini del presente. Nella galleria, tre lavori realizzati nel settembre 2026 compongono un TRITTICO simbolico: La colomba della guerra, Il re delle foreste e La regina delle acque.

Le tre figure evocano le forze che minacciano la sopravvivenza umana: il conflitto, la fragilità degli equilibri naturali e l’imprevedibilità degli elementi. Di fronte a queste potenze, l’uomo riconosce la propria vulnerabilità e i limiti del desiderio di controllo. Opere come L’equilibrio instabile (parete di destra) e Caos a Caso (parete a sinistra ) affrontano invece l’incertezza come condizione permanente dell’esistenza. L’equilibrio non è mai definitivo, ma nasce dalla tensione tra forze, decisioni e circostanze imprevedibili. Nei lavori con il nero su fondo bianco (tre opere unite a destra) definiti PLANET, il nero invade la superficie come una scrittura primordiale. Il segno sembra precedere la parola e richiama una memoria ancestrale, un alfabeto ancora sconosciuto nel quale l’uomo tenta di riconoscere le proprie paure più profonde. Le opere realizzate durante il periodo Covid, tra il 2020 e il 2021, restituiscono questa condizione attraverso graffiti essenziali, sospesi tra isolamento e necessità di comunicare. Nel post-Covid, il colore torna a manifestarsi come energia. Forze centrifughe e centripete si confrontano in una dinamica vitale, esprimendo il desiderio di ripresa, continuità e rinnovamento. Nelle opere dedicate alla decadenza, invece (le tre incorniciate nella sala) il colore scivola verso una dimensione oscura, evocando oblio e dissoluzione. Nelle tele più recenti, il segno si emancipa ulteriormente e assume forme e linguaggi nuovi, aperti a interpretazioni ancora indefinite. Una serie del 2020, l’unica presentata incorniciata e di piccole dimensioni, documenta un momento particolare della ricerca. Il nero agisce contemporaneamente come grafite che delimita e come smalto che cola oltre i confini assegnati. Il segno costruisce lo spazio, mentre la materia lo invade, mettendo in discussione la separazione tra ordine e disordine. Tra le opere presenti nello studio trova posto anche la serie “Oggi ti lascio un segno”: 365 lavori su cartoncino, uno per ogni giorno, che trasformano il gesto artistico in una riflessione sul tempo. Ogni opera diventa una traccia del presente, testimonianza di un’esistenza che si consuma e, nello stesso momento, si rinnova. Completano il percorso le opere del ciclo “Eterne paure”, dedicate alle inquietudini che accompagnano da sempre l’essere umano. Le opere della serie saranno presentate anche nella nuova galleria d’arte di Pozzolengo, inaugurata nella stessa giornata. Partecipare significa vivere un’esperienza diversa dal tradizionale percorso espositivo: entrare nello studio di Vanessi, conoscere il luogo della sua ricerca, osservare opere recenti e lavori appartenenti a fasi diverse, e lasciarsi coinvolgere da un dialogo diretto tra arte, pazio e vita quotidiana. L’appuntamento del 31 ottobre 2026, in Via Garibaldi 49 a Pozzolengo, rappresenta quindi un’opportunità speciale per incontrare l’artista attraverso il suo ambiente di lavoro e scoprire una ricerca in divenire, nella quale il segno diventa memoria, il colore si fa esperienza e l’opera invita a interrogare il nostro modo di abitare il mondo”.




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