A Sanremo la macchina del tempo

Gabriella Poli – Sanremo – Poche note e ti rivedi bambina a guardare il Festival a casa dei nonni che avevano la TV. Altre note e sei già adolescente innamorata di Bobby Solo. E poi ragazzina con i Pooh e il Blasco agli esordi. Una mostra sui 70 anni del Festival ti fa viaggiare a suon di canzoni negli anni passati e riflettere su come il tempo di ieri e di oggi si possano fondere in un perenne presente. È una delle manifestazioni collaterali più interessanti e commoventi. Ambientazioni radiofoniche degli anni ’50 quando il Festival si poteva solo ascoltare e poi via via le varie sezioni con famosi cantanti allora giovanissimi e sconosciuti. E all’improvviso un insolito Louis Armstrong che dice “inutile discutere c’è la musica bella e quella brutta. Fine”. Monsieur Lapalisse non avrebbe fatto di meglio. Intanto su un video gigante si susseguono tutti ma proprio tutti i protagonisti di questi 70 anni di canzone italiana, da Nilla Pizzi, Claudio Villa, Luciano Taioli, Umberto Bindi, Luigi Tenco, Gigliola Cinquetti, Toni Renis, fino a Mahmud, passando per I Pooh e i Ricchi e Poveri. Ecco la macchina del tempo che continua a girare la sua ruota fino alla scogliera dove la burrasca suona tutta un’altra musica.

Autore: GABRIELLA POLI

Giornalista professionista, iscritta all'Albo professionale dal 1988, ho maturato diverse esperienze nel campo della carta stampata, della radio (Radio RPL, Antenna 3) e della televisione (Rai e Mediaset, Tele Antenna 3). Dottorato internazionale in Tecniche della Comunicazione indirizzo Giornalismo. Sono stata, tra l'altro, direttore di testata giornalistica. Ora mi diletto di argomenti vari quali l'Arte, i viaggi e l'enogastronomia e scrivo libri. (guide di viaggio per la RCS e libri di restauro e arte per l'Editoriale l'Espresso) e romanzi: La sinfonia dei Templari.