Sanremo e il coronavirus

Gabriella Poli – Sanremo – E il Festival  è “apposto”. Mamma RAI Amadeus, Fiorello e compagnia contenti del successo, secondo tutti straordinario. Le premesse che davano performance scandalose smentite da una calma piatta di testi perbene. Anche gli Achilli (Lauro e il suo musico) tutto sommato tiepidi rispetto al Renato Zero dei tempi d’oro. Non si capisce però perché per essere giovanili gli attempati di turno debbano assumere atteggiamenti gay. Cmq fate vobis. Che ognuno faccia del suo sesso ciò che desidera. L’importante è che non si creino lobby di esclusione. Che le propensioni etero o omo non creino barriere nel lavoro o nella convivenza civile. Anche se lasciatemi dire che il Tiziano (Ferro) nazionale sembrava davvero stonato e fuori luogo con i suoi piagnucolosi interventi. 

Ma ora è tempo di pensare alla salute. Quella che il virus cinese sta minacciando seriamente e che nessuno sembra prendere sul serio. Chi di comunicazione ha esperienza sa che quando si continua a dire che non c’è da preoccuparsi ci siamo già dentro fino al collo.

Se i cinesi ci parlassero chiaramente di cosa è davvero successo potremmo anche difenderci meglio. Ma i cinesi non parlano. Hanno taciuto la cosa per mesi fino a che un dottore coscienzioso (fatto sparire subito) l’ha fatta trapelare.

Unica voce fuori dal coro è quella del direttore del Tgcom Liguori. Che viene continuamente zittito nei talk show e la discussione deviata sull’economia. “Me ne frego” anche io come l’Achille dei contraccolpi del coronavirus sull’economia mondiale. Me ne strafrego se i cinesi, ormai padroni del mondo, che nei loro negozi assumono commesse e colf italiane e indiani come facchini, si risentono. E anche se l’industria del lusso e della moda continua a marciare sulla produzione a basso costo che fa fare nei paesi asiatici e che poi rivende a caro prezzo sulle passerelle dei più famosi stilisti.

Il business non può continuare a calpestare i diritti fondamentali come quello della vita. E non mi venite a parlare delle leggi economiche e dei suoi riflessi sulla vita di tutti i giorni. Quando la vita rischia di non esserci più. Mi fa molto pensare la decisione del governo indiano di curarsi con l’omeopatia. Che abbiano scoperto che farmaci e vaccini forniti a caro prezzo e brevettati dalle multinazionali siano i responsabili di tante malattie come la sindrome respiratoria del coronavirus?

Autore: GABRIELLA POLI

Giornalista professionista, iscritta all'Albo professionale dal 1988, ho maturato diverse esperienze nel campo della carta stampata, della radio (Radio RPL, Antenna 3) e della televisione (Rai e Mediaset, Tele Antenna 3). Dottorato internazionale in Tecniche della Comunicazione indirizzo Giornalismo. Sono stata, tra l'altro, direttore di testata giornalistica. Ora mi diletto di argomenti vari quali l'Arte, i viaggi e l'enogastronomia e scrivo libri. (guide di viaggio per la RCS e libri di restauro e arte per l'Editoriale l'Espresso) e romanzi: La sinfonia dei Templari.

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