Gabriella Poli – “E’ morta Gabriella Poli!”. Il titolo campeggiava, alla fine di marzo 2026, su molti quotidiani e media locali e nazionali. Si tratta della segretaria generale della Camera del Lavoro della Cgil di Verona, figura di spicco del sindacato veronese, un impegno che non lasciò nemmeno quando le offrirono una candidatura al Parlamento italiano, che rifiutò. Aveva 85 anni e, nel cuore, la passione civile.

Non è la prima volta che leggo il mio coccodrillo sui giornali.

Gabriella Poli (io) oggi

L’altra occasione fu quando si spense Gabriella Poli, cronista della Stampa di Torino. Era il novembre 2012. Una decana del giornalismo italiano, classe 1920, capocronista de La Stampa negli anni ‘70.

Ci sarebbe molto da scrivere sulle mie illustri omonime decedute.

Ma il motivo del mio intervento non è questo. Vorrei rivendicare e testimoniare la mia esistenza in vita.

Lo scrivo nero su bianco. Sono Gabriella Poli, giornalista professionista di origini bresciane, ancora vivente e “scrivente” e “pubblicante” e “pensante”. Quando verrà il mio momento, forse, nessun giornale pubblicherà il mio coccodrillo perché non sono così famosa come le illustri colleghe, Gabriella Poli, che ci hanno lasciato. E comunque non potrò leggerlo né rammaricarmi.

Resta la sensazione di “memento mori”che il mio nome sia associato a qualcuno che non c’è più.

Spero ardentemente che il detto “Non c’è due senza tre” non si realizzi in breve tempo… .


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