Gabriella Poli – Solferino – “Dipingo i popoli, contemplando la bellezza delle etnie con le loro sfumature, mettendo in risalto le loro caratteristiche o le loro diversità. Tradizioni, costumi, colori e sguardi intensi sono i protagonisti dei miei racconti, perché ogni quadro è una storia. Dipingendo un volto o un protagonista metto in luce la sua fierezza e la sua dignità e mi emoziono ogni volta, cercando di cogliere lo spirito che lo anima”.

Si presenta con queste parole su un piccolo ed elegante depliant Patrizia Monzio Compagnoni, l’artista, pittrice di Treviglio in mostra con le sue opere fino al 16 agosto nelle salette della Torre gonzaghesca di Solferino.

Sui tre piani si dipana la suggestiva esposizione di dipinti, olio e pastelli su tela, che ritraggono grandi felini, elefanti, e donne che raccontano con intensi sguardi la loro esistenza. Sono occhi spalancati, a volte attoniti e perplessi, ritratti di un ecosistema variegato bellissimo e allo stesso tempo in equilibrio instabile.

“Ho iniziato a dipingere l’Africa, racconta – volti e sguardi unici e profondi… Quando non sono più riuscita a viaggiare per via della mia malattia mi sono basata sui racconti di viaggio e sui reportage fotografici degli amici e di mio figlio. Ho imparato a girare il mondo con gli occhi degli altri immortalando tutto sulla mia tela. La pittura mi ha dato la gioia di vivere anche nei momenti difficili. L’arte mi ha ridato la vita”.

Dal sito www.patriziamonziocompagnoni.com la sua biografia: “Nata a Treviglio, Patrizia Monzio Compagnoni, attualmente vive e lavora a Treviglio (Bergamo). Fin da piccola sviluppa la passione per l’arte e il disegno. È stata allieva del Maestro Giuliano Ottaviani e del Maestro Carlo Monzani. Patrizia dipinge inizialmente su stoffa e vetro collaborando con architetti e negozi d’arredo. Nel 1991 apre due negozi di stock d’abbigliamento fino al 2000, quando scopre di avere un linfoma aggressivo e trascorre tredici anni tra “letto e cavalletto” con varie recidive e due trapianti di midollo. L’arte è per Patrizia la terapia migliore che l’accompagna in questo periodo di vita, aiutandola ad affrontare ogni ostacolo “con la forza di un guerriero e gli occhi di un bambino”. Durante i vari ricoveri, dipinge le vetrate del reparto di trapianti del Prof. Paolo Corradini dell’Istituto dei Tumori di Milano. Patrizia crea la sua tavolozza dipingendo i volti del mondo, sguardi che non poteva incontrare e paesi che non poteva attraversare , ma ogni foto era un’emozione così forte che sembrava li avesse conosciuti e prendevano vita lì sulla tela. Fotografi conosciuti come Adriano Pagani, Roberto Pazzi, Andrea Scabini, Angelo Merletti le hanno regalato le emozioni che cercava. Patrizia ha vinto premi ed è in attivo con varie mostre personali e collettive nazionali e internazionali”.


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