Nelly GastaldelliPeschiera del Garda – Dalla città al paesello per trovare ritmi lenti… solo una chimera… Da alcuni decenni, l’amica Ancilla si è trasferita, da Milano ad una cittadina del Lago di Garda, in Veneto, per ritornare nella regione d’origine e poter vivere una vita più vicina alla natura, lasciando alle spalle il frastuono della città meneghina.

Dopo lunga e minuziosa ricerca, ha trovato una casa come piaceva a lei a Peschiera del Garda, allora un delizioso paese con un particolare centro storico.
Nella scelta è stata buona consigliera, una persona a lei molto a cara, Rosa, che l’ha accompagnata nell’impresa non facile, considerati i costi e le problematiche connese.
Grazie ad un passa parola, Ancilla è venuta a conoscenza che in una zona periferica esistevano abitazioni disponibili a pochi metri dal lago e nelle vicinanze della zona dei vigneti del ben noto vino lugana.

Un contesto molto simile a quello descritto dal poeta Aldo Palazzeschi nella poesia “Rio Bo”: “Una casettina dal tetto aguzzo, un verde praticello, una magnolia, un prugno selvatico, un’ araucaria, un ciliegio, un albicocco, un albero di fichi ed uno di susine, diverse piante di rose variopinte, una siepe di oleandri“.

Il trasferimento nel paese arilicense ebbe luogo a fine estate di un anno ormai lontano.
Si realizzava il desiderio di Ancilla: avere una casetta singola, non grande ma con l’ essenziale e con un giardino piantumato e recintato, lontana dal frastuono della strada ed immersa nella natura circondata di solo silenzi. Ora una chimera.

Sono trascorsi più di quattro decenni, il turismo globale e nazionale è cresciuto enormemente anche nella cittadina che in origine era un tranquillo paese.
Si è generato il fenomeno dell’overtourism, portando vantaggi economici ma anche gravi problemi di sostenibilità per i luoghi di interesse turistico e naturalistico.
Ancilla non riesce più a vivere in un contesto troppo mutato e diventato per lei quasi estraneo.
L’eccessivo cambiamento ha trasformato la località lacustre in uno specchietto per le allodole… trappole per attirare turisti di basso rango e visitatori dell’entroterra convinti di trovare “il paese dei balocchi” con parchi divertimento, ruota panoramica e attività commerciali come bar, gelaterie, pizzerie, chioschi di birre, spritz, patatine, panini, bancarelle di pesce fritto e risotti.
Attività e passatempi concentrati nel cuore della cittadina famosa per il centro storico racchiuso da una imponente fortezza pentagonale di epoca veneziana e Patrimonio UNESCO.

La città attualmente è frequentata, per nove mesi all’anno, da un turismo disordinato e irrispettoso delle regole del saper vivere.

Capita spesso di assistere ad atti vandalici, furti, infrazioni e manifestazioni di maleducazione, risse, urla, schiamazzi. Ci sono zone in cui vengono abbandonati rifiuti sia nel centro abitato che nella periferia, sulle spiagge, sui sentieri, marciapiedi e piazze.
Non esiste più il controllo del territorio, gli organi preposti puntano solo su eventi e promozione per aumentare le presenze e i ricavi.
Oltretutto manca, da parte dei visitatori, l’attenzione verso le tradizioni, le regole e le norme locali.
Questo overtourism favorisce il degrado senza portare valore economico di qualità al territorio.

Per Ancilla è giunta l’ora di iniziare a pensare ad un cambiamento abitativo, sono poche le cose che la tengono legata alla cittadina lacustre, esistono solo ricordi di un bel tempo passato quando l’aria profumava di lago.


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