


di Gabriella Poli – Peschiera del Garda
-Voglio mangiare l’anguria, voglio mangiare l’anguria!
Col borsello ancora infilato sulla spalla e le chiavi dell’auto buttate sul lavello della cucina, Lucio (Matania) si mette a tagliare come un forsennato il quarto di cocomero rosso appena comprato alla Conad.
-Ma non vuoi lavarti prima le mani, deporre il borsello rinfrescarti un po’?
-Voglio mangiare l’anguria e non me lo impedirai!
-Ma chi te lo impedisce?
-Tu, tu, sono giorni che voglio comprarla e tu dici di no!
– Ma era quella finta, quella piccola e rotonda con i semi inesistenti, quella delle multinazionali che impediscono agli agricoltori di coltivare questo ed altro. Ora abbiamo trovato quella mantovana, ovale con i semi grossi, come una volta. Questa va bene!
La taglia appoggiandola sul tagliere dalla parte della buccia. Così oscilla pericolosamente.
– Perché non la giri di piatto?
– Perché se no sa di salame
– Come? Cosa c’entra il salame?
– Sa di salame perché il tagliere sa di salame
– Ma è da tempo immemore, forse dal Natale scorso che non taglio più il salame su quel tagliere
– L’anguria sa di salame, sa di salame…
Il salame mantovano non lo abbiamo trovato. Eravamo usciti per un giro stamane alle 10 con 40 gradi di temperatura ma protetti nell’auto con l’aria condizionata: “se no stiamo sempre in casa a giocare col telefonino”.
-Dove andiamo?
-Andiamo nel mantovano che è meno trafficato e ci sono dei borghi bellissimi
Strada facendo verso Pozzolengo vediamo la freccia per Solferino.
-Ecco andiamo lì!
Rocca, Castello, saliamo. Una immensa piazza deserta dentro mura storiche. Case abbandonate, una pizzeria chiusa, una fantastica chiesa intitolata a San Luigi Gonzaga. Nell’angolo su una torre di guardia una bella mostra di Patrizia Monzio Compagnoni (ne parlo in un altro articolo dedicato).
Fuori, oltre la porta di guardia un chiosco. Servono salame mantovano su un tagliere.
-Dobbiamo comprarlo, uno intero questo era pochissimo…
Allora si parte. Proviamo alla Macelleria dei colli storici di Pozzolengo. E’ chiuso e hanno solo quello locale senza aglio. Allora proviamo da Martinelli. Non c’è quello mantovano ma quello fatto in Veneto. Allora proviamo alla Conad, poi alla Lidl. Nessuna traccia del salame mantovano.
Un tempo ai Dolci (frazione di Peschiera del Garda) c’era una salumeria dove lo vendevano. Non c’è più, al suo posto un grande negozio di accessori per auto.
Torniamo desolati a casa.
E mangiamo l’anguria che sa di salame per via del tagliere…
E si ricomincia daccapo a giocare col telefonino, senza soluzione di continuità…





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