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“BONI HOMINI Sulle tracce dei Catari e di Maria Maddalena” l’ultimo libro di Claudia Farina, a Peschiera del Garda il 12 e 14 dicembre, negli incontri dell’Università arilicense retta da Enza Lonardi

Gabriella Poli – Peschiera del Garda – Li chiamavano Boni Homini, perché erano eticamente corretti, socialmente solidali, incorruttibili, lavoratori e artisti. E tutto ciò, che in una società sana sarebbero da considerare pregi e qualità, nella società tirannica e malata dell’epoca (ma forse anche in quella di tutte le epoche), generò la loro abiura da parte della Chiesa di Roma e del potere politico.

Il libro di Claudia Farina “Boni Homini” per la Cierre grafica, dopo la recente presentazione nella biblioteca civica di Desenzano, verrà presentato dall’autrice anche a Peschiera del Garda il 12 e 14 dicembre alle 15.30, negli incontri dell’Università arilicense, retta da Enza Lonardi.

I Boni Homini, Catari, Valdesi, furono sterminati e su di loro cadde la “damnatio memoriae”. A riportare di attualità la loro storia la giornalista e scrittrice veronese, che dal Garda, fa partire la sua indagine attualizzandola in modo straordinario, facendoli reincarnare in personaggi viventi e facendosi accompagnare da una guida immaginaria nei segreti della società che li vide protagonisti.

“A chi mi chiede perché scrivo dei Catari – scrive Farina nella introduzione di Boni Homini – una domanda ricorrente che mi rivolgono alle presentazioni del mio precedente libro “Catari sul Garda, Maddalena l’apostola e il vescovo donna”, rispondo che l’argomento mi si è imposto come una ispirazione coinvolgente, inevitabile, imperativa. … sono partita dalle vicende catare di Desenzano e Sirmione concluse con un rogo collettivo nell’Arena di Verona il 13 febbraio 1278.

“Ispirata dalle vicende dei Catari avvenute sul lago di Garda e a Verona, l’autrice ha ampliato la ricerca nel nord Italia su fatti, personaggi, incontri, scontri ambientati nel XIII secolo sul Garda, a Verona, Vicenza, Concorezzo (Monza-Brianza), Bagnolo San Vito (Mantova), sedi di chiese catare nel Medioevo. Gli stessi luoghi sono rivisitati con la sensibilità e la visione di oggi in un itinerario spirituale, culturale ed artistico. Maria Maddalena è vista con l’immaginazione, supportata da ritrovamenti archeologici, Vangeli canonici e gnostici, tradizioni locali, nella città natale di Magdala, fino al suo romitorio francese di Sainte Baume. La grotta e la basilica a lei dedicata a Saint Maximin-Le Sainte Baume nel dipartimento del Var, sono luoghi sorprendenti, mete di pellegrini da otto secoli. Immagini della Maddalena si trovano nei luoghi stessi dove vissero i Catari; la memoria dell’Apostola è conservata in numerosissime opere d’arte e la si distingue per tratti peculiari solo a lei attribuiti”.

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